Villa le Querciolaie a Monteverdi marittimo

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Sito web Villa le Querciolaie

Su 10 ettari di terreno alla periferia di Monteverdi Marittimo si trova una villa in stile fiorentino costruita nel XVI secolo dallo scultore di fama internazionale Rolando Stefanacci. Il Sito web Villa le Querciolaie mostra la natura selvaggia delle colline interne della Costa degli Etruschi.

Lo scultore ha restaurato diversi edifici di campagna e ha creato una casa in pietra con numerose sculture in travertino, pietra serena e bronzo. Castagneto si trova a 15 km da Carducci (con maneggio), a 20 km da Donoratico (ideale per spiagge e tennis), a 42 km da Massa Marittima, a 50 km da Volterra e a 55 km da Punta Ala.

La villa descritta nel Sito web Villa le Querciolaie si trova in una posizione tranquilla con meravigliose viste panoramiche. Rolando Stefanacci è nato il 5 agosto 1931 a Vernio (Prato)  ha vissuto per molti anni nella Villa “Il Gabbiano” di Vaiano; nel 1993 si è trasferito a Monteverdi Marittimo a Pisa, trasformata in un grande parco museo.

Stefanacci è stato incaricato di progettare grandi fontane a Prato, Mongi d’Oro, Ariana e Monteverdi in Toscana, in molte altre città, in Germania e infine a Sydney, in Australia, dove ha realizzato numerose sculture e ceramiche. Lo scultore ha scelto un percorso alchemico e interpreta il suo lavoro con la conoscenza di filosofie esoteriche e maestri di vita di tutto il mondo.

La Rinascita (1960)

C’è un aneddoto che sembra essere alla base della sua rinascita artistica dopo il periodo in cui si era buttato a capofitto nel lavoro: un giorno il figlio Franco riportò alcuni disegni da scuola e lui li criticò. “Perchè, tu li faresti meglio?” fu la risposta del figlio. È stato così che ha ricominciato.

Dopo quella sua prima mostra, altre ne sono seguite anche se Stefanacci non ha mai creduto alla notorietà attraverso la proposizione in pubblico. Peraltro stimolato anche dagli amici e dagli estimatori ha inviato qualche suo quadro ai premi di pittura (più per verifica che per altro) e nel ‘68 ha fatto  centro in un concorso dedicato a Vittorio De Sica a Roma a cui avevano partecipato trecento pittori italiani, ottenendo il primo premio che gli è stato consegnato nel corso della “notte degli oscar”.

Meritò, per questo, la pubblicazione sulla rivista “Arte mercato”, mensile internazionale di arte contemporanea. È stato definito definito, nella motivazione, “il pittore della meditazione e del silenzio” e nei suoi paesaggi toscani si riconobbero “toni e contenuti profondi, vibranti come note musicali che danno la sensazione di un intimo linguaggio ritmico.”

Stefanacci si schermisce quando gli chiediamo di raccontare le tappe della sua vita, specie quelle iniziali, ormai lontane nella memoria e dalle attuali ricerche tutte tese ad obiettivi più concreti.

Un percorso

Ma anche questo fa parte di una storia, di un percorso, anzi diremo che costituisce un po’ la base di una ricerca a tutto raggio qual’è stata quella di Stefanacci che ha sempre sofferto, ieri la pittura e la ceramica, oggi la scultura che nasce dai meandri della propria interiorità, sollecitata da profondi studi legati a quell’Arte Reale, cioè I’alchimia che altro non è che lo specchio naturale delle verità rivelate, o l’arte delle metamorfosi psichiche.

Un periodo quello a cavallo tra gli anni ‘60 e ‘70, di grande prolificità, anche se Stefanacci diserta le gallerie lavorando quasi esclusivamente per se stesso.

È un lavoro che non passa inosservato: i suoi “vecchi” dal volto scavato e nei quali sembra emergere la sofferenza di un’intera umanità filtrata attraverso la drammaticità degli sguardi -nell’indagare sulla condizione umana- sono segnalati dalla critica.

Stefanacci viene catalogato nel “Quadrato” dove Wilson Domma scrive tra l’altro che “nei suoi quadri si nota una variante necessaria ad aumentare l’emozione che serve a drammatizzare il soggetto per poi riproporlo su una nuova scala di valori più efficienti..”. Ed é anche un lavoro che prelude, con la sua plasticità, al naturale passaggio alla scultura, per intima predisposizione dello Stefanacci a plasmare la materia.

Già dalla fine degli anni ‘50

Stefanacci affronta profondi studi alchemico-filosofici frequentando maestri di ricerca in tutto il mondo: questi studi, che in parte modificano il suo modo di pensare, si mescolano alla riconquistata ricerca artistica e incidono profondamente anche sui risultati formali e contenutistici, sia nel realizzare dipinti a olio (poi progressivamente abbandonati), sia la grafica, la ceramica, la muratura, fino alla scultura della pietra e del bronzo.

Un sovvertimento di idee che gradualmente diventa totale: la componente esteriore, diciamo anche estetica, che comunque non ha mai rivestito per lui un ruolo predominante, si trasforma in significati simbolici rappresentati dal progressivo approfondimento nello studio di quell’alchimia che è una mistica “senza Dio” che si basa sulla conoscenza.
(1) “Un simbolismo autentico ha per condizione che quelle cose che si differenziano per tempo, spazio, Forma o altre circostanze, possano avere medesima essenza” (T Burckhardt)

Al Gabbiano

la villa sulle colline vaianesi dove ora abita il figlio, è invasa dalle ceramiche che Stefanacci ha “cotto” nel forno che ha costruito in giardino. E’ arrivato alla ceramica con passaggio graduale, per sperimentare le sue ricerche con altri materiali che gli offrissero la possibilità di esprimere le emozioni del proprio intimo, sostenendo, comunque, che “l’arte non crea emozioni ma risveglia quelle latenti in ognuno di noi”. Queste emozioni hanno poi trovato sostanza nei profondi studi ermetico-mistici, a cui si affianca la attrazione per le dottrine iniziatiche (di cui approfondisce rituali e significati che si ritrovano spesso nelle sue opere).

Villa le Querciolaie
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Insieme al figlio dell’artista Rolando Stefanacci abbiamo suddiviso il sito tra la Villa e le case dipendenti e l’artista presenti nel sito Sito web Villa le Querciolaie. Il parco è immenso e le fotografie non gli rendano giustizia.  Tutto parla d’arte si potrebbe parlare di un posto incantato.  Una vacanza indubbiamente per chi l’arte la vuole vivere.

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Isabella Pieri
CEO e Web Designer